Ti trovi qui: Home | Il nostro paese

Il nostro paese

Covolo di Piave

 

Chiesa Covolo

(superficie di Kmq. 4.20; altitudine s.m.l. da 150 a 160 mt.)

È una comunità di riva, di antico insediamento, che vive in simbiosi con il fiume che la lambisce, il Piave. È proprio nella frazione di Covolo, la più antica del comune di Pederobba, dove è maggiormente tangibile il rapporto tra la gente e il fiume così che nello stesso luogo dove un tempo era attivo un passo barca, che porta per l’appunto il nome di Barche ora nella bella stagione centinaia di persone si radunano per trascorrere dei rilassanti pomeriggi all’aperto in una sorta di spiaggia fluviale.

Proprio in località Barche, era la casa dei traghettatori (1481) in riferimento al traghetto di cui era infeudata l’abbazia di Vidor, tanto che esiste ancora un anello di ferro “s’cionèla” per l’attracco delle imbarcazioni. Le rivalità tra i numerosi passi barca sono menzionate in un blasone popolare conosciuto nella zona: O Signor da Vidor ciolé la barca e vegnéme a cior; che quel da Zian l’é n poro can; quel da Bigolin l’ é massa picenìn; quel da Col no l me vol e de quel de Onigo no me fido! (o Signore da Vidor, prendete la barca e venitemi a prendere; che quello di Ciano è un poveraccio; quello da Bigolino è troppo piccolino; quello di Covolo non mi vuole e di quello di Onigo non mi fido!).

Di Covolo apprezziamo la chiesa, progettata dall’architetto Giuseppe Segusini. Lungo il fiume Piave, sorgevano palazzi signorili: antiche presenze nobiliari testimoniate da ville patrizie che i nobili veneziani facevano costruire per trascorrere il periodo estivo.

Villa Silvestri,  pregevole per il suo loggiato e la cancellata d’ingresso.

Villa Caregiani, una perla di architettura veneta situata nel borgo di Rovigo; vista dall’alto si coglie l’armonia dell’intero palazzo. Costruita sul finire del 1600 da una famiglia di mercanti veneziani, Villa Caregiani o Calvi-Coenzo fu ampliata nei secoli successivi e adornata di diversi motivi ornamentali, con statue, fontane e stemmi gentilizi. Fu la prima guerra mondiale a privare la Villa di tante belle suppellettili, come scrive Andrea Moschetti nel 1928, tra esse molte stampe e costumi veneziani a nature morte fiamminghe. Si trovano ben 14 cassettoni del ‘700, a boreau, con tramogge e specchi. Oggi all’interno possiamo ammirare le ampie sale (se ne contano ben 80) dal tocco aristocratico, con travi finemente decorati sul soffitto alla sansovina e pavimenti intarsiati di legno. Sono arredate da antichi mobili, con caminetti e lampadari in vetro di Murano. Nel retro della villa si scorge l’ampio parco, giardino signorile d’altri tempi.

Villa Bellati, armonica costruzione tardorinascimentale, caratterizzata dai tre archi della splendida facciata è un raro gioiello di architettura veneziana. Stucchi e decorazioni settecenteschi nobilitano le ampie sale interne, provviste di camini e ritratti ad altorilievo; affreschi di figure mitologiche ne ingentiliscono il soffitto, creando un’atmosfera di solennità che sposa il gusto classico e barocco. Cornicioni e affreschi decorano i soffitti alla sansovina, evocando pagine di storia del patriziato veneto. Sculture, balaustre e stemmi gentilizi affiorano lungo le sue pareti a ricordarci la nobile famiglia dei Bellati, una delle più antiche casate di Feltre, che ha abitato per decenni la suntuosa villa affacciata sul Piave prima che diventasse proprietà della famiglia Andrighetto che ne ha avviato il felice restauro.

Tra i borghi più antichi del Paese, in via Barche sorge le bella chiesetta di S. Antonio Abate, dedicata al santo patrono padovano da un “Antonius Covolanus….ex voto ed devotionis” come ce lo ricorda la lapide interna del 1700. In questa bella chiesetta, l’altare è di legno e la pala è costituita da una statua del santo rinchiusa in una teca di vetro.


foto del territorio di Covolo di Piave

Scroll To Top